Segrate

Le 9 bufale che nessuno vi spiega sul PII Boffalora v.2015

In questi giorni assistiamo ad un interminabile rincorrersi di articoli, post, commenti, like, comunicati stampa, insulti, sulla questione Boffalora. Abbiamo voluto aspettare nel dire la nostra perchè con tutto questo rumore sarebbe stato impossibile portare qualche ragionamento in più.

 

Bufale sulla Boffalora di Segrate

Bufale sulla Boffalora di Segrate

 

COMINCIAMO CON LO SVELARE LA GRANDE BUGIA RACCONTATA A TANTI:  è totalmente falso affermare che l’approvazione del nuovo PII Boffalora avrebbe risolto i problemi delle famiglie che già vi abitano. Alcuni vogliono credere a questa favola perchè sono disperati, altri fanno finta di crederci (in malafede) solo per propaganda politica, altri ancora che raccontano questa storiella sono in evidente conflitto di interessi (chiedetevi sempre: “Quanto ci guadagna la persona che ho davanti dall’approvazione di questo Piano?“).

Ma veniamo ad alcune considerazioni che è bene avere in testa:

1. Se gli operatori (tra cui la stessa Vegagest) avessero voluto DAVVERO aiutare le famiglie della Boffalora avrebbero POTUTO e DOVUTO mostrare la loro buona volontà da SUBITO, senza aspettare l’approvazione di alcunché. Invece no: pretendono PRIMA l’approvazione del Piano… In napoletano si dice: “cca nisciuno è fess

2. Questo Piano è stato adottato dalla stessa Amministrazione Comunale che ha SBAGLIATO quello precedente, in tutte le sue varianti, che non ha saputo (o voluto?) vigilare sulla sua corretta realizzazione (sia nelle parti privati che pubbliche). Ah, lo ha fatto negli ultimi giorni del suo mandato, lasciando a chi sarebbe arrivato la responsabilità di approvare quello che LORO avevano fatto… Molto corretto, vero?

3. La nuova bozza della Convenzione Urbanistica che il Comune avrebbe dovuto approvare, sarebbe DI NUOVO stata firmata anche da Vegagest, la stessa entità che è alla base della attuale situazione del quartiere Boffalora. Errare è umano, perseverare è diabolico. Chi, tra voi lettori, non farebbe mille verifiche approfondite prima di dare di nuovo fiducia a questa Azienda?

4. Approvare un Piano Urbanistico NON SIGNIFICA che gli operatori DEBBANO poi firmare il giorno dopo la Convenzione Urbanistica (hanno fino ad un anno di tempo, allo scadere del quale possono chiedere proroghe) l’unico documento che li impegnerebbe a fare qualcosa per il bene della famiglie e del Pubblico.

5. Nulla può impedire agli operatori, un minuto dopo l’approvazione di un Piano, di cercare di RIVENDERE la loro operazione (magari speculandoci legalmente), SENZA FIRMARE la Convenzione. Quello che è certo è che un Piano Urbanistico HA UN VALORE che qualsiasi Azienda, Banca, etc può mettere nei suoi Bilanci… (un bell’asset come si dice oggi).

6. Anche se firmata, una Convenzione Urbanistica impegna in modo relativo gli eventuali operatori. Questi potranno sempre poi cavillare su ogni singola clausola. Ogni soluzione dei problemi delle famiglie e del Pubblico quindi potrebbe essere lontanissima.

7. Il Comune non rischia nulla: i 300 milioni della causa sono una enorme panzana che serve solo a fare terrorismo e titoli sui giornali.

8. Non è vero che il 31 dicembre scade qualche limite indicato dalla banca d’Italia. L’operatore ha ancora più di un anno per presentare un progetto di dimensioni più contenute, e siamo certi certi che lo farà.

9. Il congelamento momentaneo del piano non blocca altre possibilità future. In caso di fallimento del fondo subentrerà un curatore che avrà comunque il compito di cercare un compratore per i terreni. Il comune e i cittadini residenti nelle case già costruite dovrebbero trarne vantaggio per il fatto che la vendita dei terreni avverrà a prezzo di realizzo, consentendo una notevole plusvalenza su cui si potrebbe far leva per ottenere, ad esempio, la riduzione di volumetrie e opere pubbliche (a favore, appunto, dei cittadini già residenti). Vantaggi che non si possono realizzare alle condizioni attuali che mirano a salvaguardare l’intero (ma sbagliato) investimento delle 4 Banche disastrate di cui tutti conosciamo la storia…

Permettetemi infine un’ultima considerazione. Qualcuno deve aver pensato che noi non facessimo sul serio quando in campagna elettorale parlavamo di salvaguardia del territorio, difesa del Golfo Agricolo e rifacimento del PGT  con riduzione delle volumetrie. Qualcuno forse pensava che una volta al Governo della città avremmo fatto come tutti gli altri… ci saremmo accordati… avremmo chiuso un occhio… e via così. Ora che si sono accorti che dalle promesse siamo passati ai fatti, cercano di attaccarci alterando e manipolando la realtà.

Ma noi rimaniamo coerenti col mandato ricevuto dagli elettori.

 

Coordinatore Circolo Sandro Pertini di Segrate del Partito Democratico

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5 Responses to “Le 9 bufale che nessuno vi spiega sul PII Boffalora v.2015”

  1. On November 30, 2015 at 12:26 Simone (un residente di via Caboto) responded with... #

    Dalerba, ma lei ha letto gli ultimi documenti depositatati? Credo proprio di no. Ad esempio prevedono che la convenzione si stipuli entro 6 mesi dall’approvazione, invece che i soliti 12, immagino proprio per venire in contro ai suoi dubbi. Ci sono scritte anche tante altre cosette negli ultimi documenti. Vuole che gliele dica?
    Dalerba, lei lavora gratis? Credo di no. Allora perchè si aspetta che degli operatori vengano a fare beneficienza?
    Dalerba, lei dice che l’operatore può cavillare su ogni clausola. Ma allora gli avvocati del comuni che li paghiamo a fare? E poi credo che valga per ogni operatore. Quindi non firmerete più Convenzioni con nessuno.

  2. On November 30, 2015 at 18:40 Giovanna responded with... #

    Caro signor Dalerba, sono un’elettrice del PD, ho letto il suo post che mi ha lasciato prima perplessa e poi allibita e le confesso che al punto 9) non ce l’ho fatta proprio più.
    Mi sembra assurdo che un partito politico, che peraltro sta governando tra mille difficoltà questo paese, auspichi e quasi si auguri il fallimento di un progetto imprenditoriale. Mi creda, non è più un discorso che riguarda solo i residenti di via Caboto, visto che le conseguenze delle vostre azioni si ripercuotono inevitabilmente anche su tutti i cittadini di Segrate. Le preciso che non sono una di loro (una residente intendo), anche se non vedo perché la politica, la buona politica, non possa dare risposte a delle istanze legittime di cittadini più esposti di altri solo perché più sfortunati di altri.
    Mi sarei aspettata che un partito serio facesse un discorso concreto e trasparente e si aprisse ad un confronto pubblico, tanto più che i danni, se malauguratamente il comune soccombesse, li pagherebbe l’intera collettività.
    Se fossi un partito serio mi farei alcune domande:
    1- l’operatore ha rispettato la legge o no?
    2- per i residenti qual è l’alternativa?
    3- C’è un’altra proposta in campo oppure, come credo, con una causa incombente di centinaia di milioni di euro nessuno si avvicinerà mai più a quell’area?
    4- per la collettività qual è il vantaggio in termini di opere pubbliche, di oneri da incassare da parte del comune, di servizi chiesti all’operatore?
    Se fossi un partito serio mi chiederei questo.
    E soprattutto sarei aperto ad un confronto pubblico, anzi lo pretenderei. Come cittadina e come persona perbene mi attendo questo da un partito serio.
    Un partito serio ha il dovere di smascherare le “bufale”, nove o più che siano, ma deve farlo pubblicamente, confrontandosi….
    5- Perché non organizzate, come partito, un incontro pubblico invitando i residenti, il sindaco e l’operatore?
    Come cittadina e come elettrice del PD mi aspetto questo.
    Mi permetta sig. Dalerba, ma se non lo faceste comincerei a dubitare della vostra buona fede.

    • On December 1, 2015 at 07:55 admin responded with... #

      Cortese Giovanna, premetto che non mi piace rispondere alle lettere anonime. Ma le sue riflessioni sono comprensibili, interessanti e legittime, quindi non mi sottrarrò-

      In primis: nessuno si augura il fallimento di questo progetto imprenditoriale. Ma deve esserle chiaro che il Partito Democratico, da sempre, è contrario a questo progetto di espansione residenziale per Segrate. E lo è stato in modo molto chiaro anche durante l’ultima campagna elettorale che ci ha portato a governare questa città: oggi quindi stiamo solo rispettando il patto con gli elettori (e non mi pare cosa da poco).

      In secondo luogo: come partito è da anni che ci battiamo a fianco degli abitanti. La Boffalora infatti ha una lunghissima storia. Anche in questi ultimi mesi NESSUNO ha mai negato ai cittadini ed agli operatori di poter dialogare con l’amministrazione comunale. L’ultima volta è avvenuta ieri sera (ad esempio). I confronti pubblici poi si fanno mettendosi d’accordo. Non organizzandoli con una parta e POI invitando all’ultimo momento l’amministrazione comunale.

      Le suggerisco inoltre di non credere alla bufala dei “danni”. Non basta chiederli per aver ragione e poterli ottenere. Non solo, non dimentichiamo che una citazione per danni può arrivare in qualsiasi momento da qualsiasi parte (e quindi anche, nel caso dell’approvazione del piano, da altri che si sentissero lesi nei loro diritti).

      Veniamo alle altre sue domande:
      1. A quanto mi è dato sapere, si. Se così non fosse avrei invitato l’amministrazione comunale a prendere tutti i provvedimenti di legge del caso. Perchè ha questo sospetto?
      2. Ce ne sono diverse. Quella che sostiene il Partito Democratico è che si porti avanti un Piano con una notevole riduzione delle volumetrie. Non siamo dell’idea: “una soluzione vale l’altra, qualsiasi essa sia”.
      3. Anche se ci fosse una causa (che, a mio parere, non ci sarà mai e anche se ci fosse non avrebbe possibilità di vittoria) questa non inciderebbe minimamente sulle scelte e possibilità della proprietà dei terreni di agire per portare avanti altri Piani.
      4. Non seguo questo ragionamento. Quando si prevede la creazione di un quartiere exnovo (perchè di questo si tratta) tutte le risorse sono concentrate (se non tutte il 90%) a beneficio del quartiere stesso. A torta finita, con le volumetrie attuali, a nostro parere (e su questo abbiamo vinto le elezioni) la città ne avrebbe degli svantaggi e non dei vantaggi.
      5. E’ una possibilità. Ma le assicuro che sono mesi che l’amministrazione si prodiga in incontri sia coi cittadini che con gli operatori.

  3. On December 1, 2015 at 00:26 Ing Francesco Tamburrano responded with... #

    Una nuova convenzione serve solo ad incrementare il valore dell’asset ossia a fare un favore dei soliti pochi a scapito di tutti.
    E’ necessario agire affinchè la criminale e dissennata cementificazione del territorio di Segrate cessi e si faccia il massimo possibile affinchè le volumetrie previste non vengano realizzate.
    Ormai si procede verso l’invivibilità e il dissesto ambientale (e inquinamento) del territorio di questo Comune, che appare irreversibile grazie anche al futuro centro commerciale nell’area dell’ex-dogana.
    Di conserto, i valori delle proprietà immobiliari scenderanno ulteriormente e progressivamente.

  4. On December 1, 2015 at 20:40 Giovanna Colombo responded with... #

    Caro dottor Dalerba,
    La ringrazio moltissimo per la Sua cortese risposta.
    E’ stato gentilissimo, non è frequente trovare un politico che dialoga così apertamente con i cittadini.
    Cerco di risponderLe anche perché il caso è appassionante e Le confesso di essere una vecchia militante a cui il partito aveva sempre consigliato di studiare, di leggere, di approfondire.
    L’accenno al fallimento lo fa Lei mi sembra quando esplicitamente afferma che “in caso di fallimento del fondo subentrerà un curatore che avrà comunque il compito di cercare un compratore per i terreni. Il comune e i cittadini residenti nelle case già costruite dovrebbero trarne vantaggio per il fatto che la vendita dei terreni avverrà a prezzo di realizzo,” Mi sembra che se lo auguri quasi il fallimento, se afferma che i cittadini residenti ne potrebbero trarre vantaggio.
    Ma un partito serio, un partito di sinistra, caro dottor Dalerba, non può augurarsi il fallimento. No, proprio non può.
    Il fallimento distrugge valore, lascia sempre macerie e sotto queste macerie resterebbero i residenti, mi creda.

    Veniamo alle altre sue risposte:
    1. Mi chiede perché ho sospetti ? Io non ho nessun sospetto. Pensavo che rispettare la legge fosse sufficiente.
    Caro dottor Dalerba, un’amministrazione comunale è un’istituzione che rappresenta anche chi non è del medesimo schieramento politico e se qualcuno opera rispettando la legge deve rispettarlo, non ostacolarlo.

    2. Afferma che l’alternativa sarebbe un Piano con una notevole riduzione delle volumetrie.
    Caro dottor Dalerba, Le cito una frase di un padre della sinistra, Vittorio Foa, che Lei certamente conoscerà “Bisogna guardare la concretezza dei fatti. Dobbiamo vedere non le idee generiche ma come si possono realizzare le cose.”
    Un partito serio e di sinistra ha il dovere di essere concreto perché le conseguenze delle sue scelte spesso incidono sulla parte debole della società.
    Per questo Le chiedo: ma pensa seriamente che un operatore possa sostituire quello attuale che di certo, se come Lei afferma ha rispettato la legge, agirà per difendere i suoi legittimi interessi ? Quale altro operatore sano di mente accetterebbe di portare avanti un piano alternativo con volumetria ridotta e con il rischio incombente di cause milionarie ?

    3. Caro dottor Dalerba come fa ad essere così certo che non ci saranno cause visto che l’operatore lo ha dichiarato pubblicamente ? Non pensa che rischiare con gli interessi pubblici sia un azzardo ? Inoltre mi risulta che l’operatore abbia formalizzato l’acquisizione di questi terreni, altrimenti come potrebbe aver presentato il progetto in Comune ? E quale operatore sano di mente, dopo aver fatto causa su un progetto ne ripresenta un altro tutt’altro diverso ?

    4. La sua quarta risposta non l’ho proprio compresa.
    Le chiedevo se sapesse dirmi quali fossero i vantaggi per la collettività in termini di opere pubbliche, di oneri da incassare da parte del comune, di servizi chiesti all’operatore ?
    Visto che non mi ha risposto sono andata a ricercare su internet e ho visto che alcuni organi di stampa hanno pubblicato il loro comunicato stampa.
    Bene. Leggo che, per il pubblico, vi sarebbe la realizzazione di “numerose opere di pubblica utilità, quali il centro civico, la scuola, la passerella ciclopedonale e numerosi parchi ed aree verdi attrezzate, 34 milioni di oneri, costo di costruzione e smaltimento rifiuti per 20 milioni di euro; manutenzione del verde comunale e smaltimento scarti di potatura ed agricoli, nonché gestione e valorizzazione della FORSU”.
    E’ vero ? Se fosse vero non mi sembra poco….
    Leggo anche di partner prestigiosi quali Samsung, Politecnico di Milano, Gewiss, Istituto Italiano di Tecnologia. E’ vero ? Se fosse vero, ripeto, non mi sembra poco….

    5. Ma scusi, caro dottor Dalerba, perché non la organizzate voi una riunione con amministrazione, residenti, operatore e cittadini ?
    Un partito serio farebbe così. O meglio quando ero giovane il partito faceva così.
    Evidentemente i tempi sono cambiati.

    Caro dottor Dalerba, in tutta sincerità penso che Lei, che rappresenta il partito di cui sono (o forse ero) elettrice, dovrebbe attivarsi per un incontro pubblico in cui confrontarsi non solo con i residenti ma con tutta la cittadinanza, magari invitando l’operatore.
    Invitatelo l’operatore, interrogatelo e incalzatelo. Fate venir fuori le bufale…..

    Per concludere, caro dottor Dalerba Le cito un altro padre della sinistra, Norberto Bobbio: “Idealmente la democrazia è il governo del potere ‘visibile’, cioè del governo i cui atti si svolgono in pubblico, sotto il controllo della pubblica opinione”.
    Spero che possa comprendere l’esigenza legittima di trasparenza e partecipazione.

    Grazie infinite.

    Giovanna

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