Consiglio Comunale, Il Partito, Segrate

LA PAURA DELL’UOMO NERO…

La paura dell'uomo nero a Segrate

La paura dell’uomo nero a Segrate

 

Il PD di Segrate non ha paura. Perché chi governa è chiamato a fare scelte. Etiche, che rispecchino il mandato elettorale e che apportino il maggior bene comune possibile. Erano gli anni Ottanta quando gli studi sulle migrazioni evocavano come tratto distintivo dell’Italia la forte differenziazione locale nelle politiche rivolte a migranti presenti sul territorio. Sono trascorsi tempo ed esperienze che hanno visto modificarsi lo scenario geopolitico delle migrazioni dai paesi di origine, in transito e in approdo. Nuove configurazioni migratorie e rotte si sono sommate ad esperienze dal passato più remoto, generando mobilità umane che, di fatto, ci informano sulla gravità dello scenario che ci circonda.

Mascherato sotto il termine “emergenza”, definiamo situazioni ormai consolidate, la cui tendenza è destinata a ripetersi esponenzialmente, giungendo ad una condizione che non può che generare interrogativi profondi verso la responsabilità istituzionale, sociale e politica rispetto alla mobilità umana e al trattamento ricevuto da chi, suo malgrado, si trova a dover fuggire dal proprio Paese.

Non è solo la selezione spostata fuori o sui confini europei a definire l’accesso all’asilo politico e alla protezione. La connessione stretta e spesso feroce tra frontiere esterne e locali, deve esser affrontata e discussa per comprendere quanto lo spazio dei diritti sia profondamente leso anche verso quelle persone che, pur entrando fisicamente nel territorio d’Europa, faranno i conti con le gerarchie istituzionali, burocratiche e d’assistenza.

La richiesta d’asilo spesso procede con logiche spregiudicate ed escludenti investendo direttamente coloro che, in un’attesa protratta, vissuta con profonda incertezza e spesso respirando grave senso d’ingiustizia, aspettano risposte sul loro presente e futuro, giuridico e sociale.

E le risposte non possono che essere complessive, attuate in sintonia dai territori “investiti” da questi veri e propri drammi.

Dunque i primi concetti da affrontare partiranno dalla consapevolezza che non stiamo fronteggiando una situazione momentanea e che, inseriti in un contesto internazionale, non possiamo esimerci dalla necessità di “fare la nostra parte”.

Un’ulteriore consapevolezza dovrebbe ormai essere ben acquisita: il benessere dell’Italia e degli italiani non può prescindere dall’ affrontare, in modo “laico” e strutturato, una condizione che, volenti o nolenti, ci coinvolge. Anche perché nessun altro lo farà, né può farlo, per noi.

Ai nostri confini, Milano ci chiede aiuto e disponibilità e ad una prossimità ancora maggiore Peschiera Borromeo si è caricata della gestione di ben 300 persone.

Il nostro primo passo deve essere quello di comprendere ed accettare che tutto questo ci riguarda, nello stesso modo e nella stessa misura in cui riguarda tutti gli altri Comuni limitrofi (taluni ben più piccoli del nostro) che si sono già attivati costituendo un “tavolo di lavoro comune”.

Abbiamo la fortuna di disporre, nella nostra generosa città, di diverse associazioni di volontariato, di cooperative di lavoro e di capacità e lungimiranza tali da indurci ad affermare che possiamo affrontare dignitosamente questa situazione, senza incappare nell’assistenzialismo fine a sé stesso ma offrendo un aiuto reale, che possa generare valore aggiunto anche per il territorio che si attiva.

Sincero ed importante è stato il gesto del Sindaco Paolo Micheli e di tutta l’amministrazione nell’inoltrare la proposta di candidatura di Mohammad Alaa Aljaleel a Premio Nobel per la Pace.

Mohammad dal 2011, agisce nella sua città, Aleppo, impiegando il suo stipendio, i suoi sforzi e mettendo quotidianamente a repentaglio la propria vita per aiutare tutti coloro che non possono scappare.

Siamo certi che il nostro Sindaco e la nostra amministrazione comunale sapranno affrontare con lo stesso trasporto e la stessa convinzione quello su cui possiamo agire concretamente. Una buona amministrazione si vede soprattutto dalla volontà di mettersi in gioco. Perché il cambiamento vero lo si attua giorno per giorno e con coraggio.

Coordinatore Circolo Sandro Pertini di Segrate del Partito Democratico

 

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